La mia metà è di Sassuolo. Modena. Non me ne vogliate. Parlo con cognizione di causa, io. Emiliani.
Li osservo, sempre con stupore. Mi incuriosiscono. Divertenti. Allegri. Solari. Se non ci fossero,
bisognerebbe inventarli. Specialmente gli espatriati. Quelli
che dall'Emilia si sono trasferiti altrove. Milano. Torino. Roma. Si.
E' dura essere Emiliani e vivere lontano dalla propria terra. E' dura
lasciare una regione straefficiente per immergersi nel gran bordello
italico. Pensate che da almeno cinque anni sui bus di Modena si entra
con una scheda ricaricabile via Bancomat. Spaziotemporale. A Milano
abbiamo ancora il bigliettino di carta e solo oggi si parla delle prime schede
ricaricabili. Pensate che l'Università di Modena e Reggio distribuisce volantini a tutti i cittadini sui servizi di orientamento e supporto universitario per disabili. Futuro remoto. Ma torniamo agli Emiliani.
1.
Gli Emiliani sono Emiliani, non Romagnoli. Dire a un Modenese che è un
Romagnolo è un'offesa che si può lavare solo col sangue. Attenzione. La
cosa è molto più sottile. Dire a un Modenese che è un Reggiano è
altrettanto grave. Dire a un Bolognese che è un Modenese è come dargli
un cazzotto sul muso. 2. Gli Emiliani non parlano. Cantano. Allegri. Soavi. Ogni frase è una strofa. Cantanti nati. Sono tanti Vaschi Rossi. Luciani Ligabui. Samueli Bersani. 3. Gli Emiliani non possono fare a meno dei loro tortellini. No, no, no. Tortellini in brodo, mi raccomando. Mica al sugo. No. Brodo. E parmigiano, sia chiaro. Che è la morte sua. 4.Parmigiano, si diceva. Onnipresente. Ci ricoprono la qualsiasi, col parmigiano. Vivono col gratì in tasca. Che sedersi a tavola senza parmigiano sarebbe come far loro una violenza. Pasta, spaghetti, pesce, si, pesce, mò chi l'ha detto che sul pesce non va il parmigiano?,
formaggio, frutta, nutella. Dappertutto. I veri Emiliani sono muniti di
forme di parmigiano di diverse tonnellate che conservano con cura
maniacale in cantina o in altre zone remote della casa. 5.Aceto balsamico. Vedi punto 4. 6.Affettatrice.
C'è chi non può vivere senza un piccì (il sottoscritto). Chi non può
farlo senza l'auto. Gli Emiliani hanno bisogno (vitale) di un
affettatrice in casa. Vagli a spiegare che a Milano i tocchi di
prosciutto di Parma da dieci chili non si trovano e che se va bene ti
rifilano un pallido prosciuttino già straffettato. L'affettatrice deve
esserci. Occuperà un terzo dello spazio libero in cucina. Poco importa.
No affettatrice, no casa. 7. Altro aggeggio infernale. La Tigelliera.
Le tigelle si cucinano una volta ogni tredici anni? Non importa. Ogni
famiglia che si rispetti deve avere una tigelliera in cucina. 8. Il Villaggio Artigiano e le Ceramiche. Ecco. Io ci ho messo anni a capire cosa cazzo è un Villaggio Artigiano. E' sinonimo di area industriale. Lavoro nel Villaggio Artigiano. Traduz: sono stato assunto da una fabbrica. Ci si vede al Villaggio Artigiano. A Milano? Dove cazzo lo trovi un artigiano a Milano, oggi? Figuriamoci un villaggio. Ceramica è sinonimo di fabbrica. Lavoro in ceramica.
Traduz: sono un operaio metalmeccanico. Poco importa che l'azienda
costruisca semiconduttori o software o sedie o vattelapesca. Tutti
lavoriamo in ceramica.
A volte vorrei essere un Emiliano. Solo per poter dire passami il parmigiano, che il pesce si fredda. Su che devo scappare in ceramica, al villaggio artigiano!